lunedì 27 ottobre 2014

Gli stati generali del tempo scaduto del turismo a Primiero 2014

Forse qualcuno storcerà il naso leggendo il titolo ma quelli tenuti venerdì 24 ottobre 2014 a Primiero, Gli stati generali turismo di Primiero, sembrano quelli e tempo scaduto del tempo che manca se non altro per la mancata partecipazione del corpo turistico essendo presenti solo 12 albergatori e questo dovrebbe fare riflettere.

E' stato un appuntamento comunque importante per ciò che i relatori portati dall'APT attraverso la presidente Paola Toffol è riuscita a portare. La parola che è passata è internazionalizzazione e web che Paolo Manfrini, amministratore unico Trentino Marketing ha voluto portare avanti, convinto che si debba cercare di intercettare i flussi turistici di nuovi bacini.

Nel solco tracciato dall'amministratore unico di Trentino Marketing, Anna Scuttari, ricercatrice Eurac ha portato il suo contributo parlano di almeno 100 milioni di turisti per un 500 milioni di pernottamenti il volume turistico dei 1200 km dell'arco alpino. Ha potuto toccare diverse esperienze di cui ci ha dato conto che per brevità non si può qui toccare ma che hanno dato l'idea di diversi modelli. Ha però potuto mettere in luce come non sia attuale in problema del passato di destagionalizzare ma di riempire le stagioni. La stessa collega Chiara Orsingher, prof.sa di Marketing a Bologna, ha portato un caso di Mercure una catena alberghi che però lascia agli stessi trovare la strategia migliori per adattarsi ai luoghi in cui operano, ma che spesso hanno dimostrato scarsa conoscenza per sviluppare una strategia e le varie riposte dei direttori.

Come se ce ne fosse bisogno Scouting Spa ha illustrato con il dott. Berretta i dati del turismo che vede da 3 anni un significativo calo dovuto ad un turismo italiano in crisi. Una struttura della ricettività che è basata sul 3-4 stelle per buona parte, le quali investono cifre analoghe e hanno prezzi che si avvicinano sebbene non consoni ad un rientro in un tempo ragionevole.

La prof.sa Mariangela Franch pone la questione di prodotto che allo stato nello sci è maturo e rischia di declinare senza innovazione di un'internazionalizzazione intelligente che deve necessariamente portare ad un valutazione dei mercati per sondare la compatibilità tra gli stessi e la nostra identità e le nostre risorse. Un'identità autentica perchè se ciò non fosse non avrebbe valore verso il turista. Per questo la stessa tende ad essere meno positiva sui tour operator in quanto se non governato il processo può portare ad un Marrilleva 2 che è va evitato. Riprendendo poi i dati presentati da POM ha voluto proporre gli incubatori per aiutare i giovani ad una progettualità turistica per creare imprenditori di cui spesso si sente la mancanza anche per arginare l'abbandono dei giovani del territorio. Una promozione quindi che viene dopo un prodotto autentico e che si volge ad un turismo anche straniero ma compatibile.

C'è stata poi la tavola rontonda con gli operatori zona ma che sebbene tutti dicono di voler lavorare assieme spesso ciò è stato difficile. Credo che le parole più significative siano quelle di Trotter Cristiano che parla di una crisi della rappresentanza e in ciò mette anche la Comunità di Valle quasi a voler sottolineare che anche in tal senso si debba lavorare. In questo senso va visto l'accorato discorso di Diego Schelfi, Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione con il suo appello a lavorare tutti assieme per un nuovo inizio e in tal senso va visto l'atto fatto dalla Cooperazione nel concordato nella società impiantistica partecipata dai comuni.

Non poteva chiamare anche il richiamo di Ugo Rossi all'unità che almeno negli operatori sembra non esserci viste le molte assenze. Un unità perchè un opera, la funicolare di cui tanto si parla, da sola non è una panacea. Un'opera non giustificabile se diventa a servizio solo del Primiero o peggio ancora una cattedrale nel deserto, infatti viste le risorse calanti deve essere un opera per il Trentino. Solo se in tal senso mi aiutate a giustificarla è possibile da fare e ciò è possibile solo se c'è un forte investimento territoriale che porte in prospettiva risorse a tutto il trentino. Ciò andrà fatto entro la sessione bilancio se sulla stessa il territorio crede.

C'è stato spazio anche ad un breve dibattito nella giornata ma non è stata nemmeno tale giornata quella delle scelte. Un auditorium mezzo vuoto e pochi operatori segno che sebbene un interesse c'è è quasi nullo nel corpo di quelle categorie che poi di turismo vivono più da vicino un rapporto da recuperare, sebbene per alcuni operatori si è verificato che l'invito è arrivato in ritardo o non arrivato. Una situazione questa che alla luce delle parole di Trotter va invertita.

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